
L’emogasanalisi è l’analisi di un campione di sangue arterioso o capillare prelevato per una immediata valutazione ematochimica della funzionalità respiratoria, dei parametri ossimetrici e dell’assetto metabolico-elettrolitico, molto utilizzata nell’approccio al paziente critico. L’emogasanalisi, in quanto test di laboratorio, è un processo tradizionalmente diviso in una fase pre-analitica, analitica e post-analitica La fase preanalitica è un passaggio fondamentale nel processo diagnostico di un’emogasanalisi perché i risultati possono essere influenzati da molti fattori che compromettono la qualità del campione. A differenza della fase analitica, che ha sistemi di controllo qualità molto solidi, la fase preanalitica richiede attenzione sia nella fase di preparazione del neonato, sia nella raccolta, manipolazione, trasporto e processazione del campione ematico.
La correttezza di questa fase ha un impatto diretto sull’affidabilità dei risultati. Più del 60% degli errori nell’emogasanalisi si verificano proprio in questa fase. Il Clinical and Laboratory Standards Institute sottolinea che ricevere risultati errati può essere più dannoso per il paziente che non riceverne affatto.
Nei bambini e nei neonati, si preferisce il prelievo capillare rispetto a quello arterioso, perché è meno invasivo e richiede meno sangue. Tuttavia, è importante notare che i valori di pO₂ ottenuti dai campioni capillari possono differire significativamente da quelli arteriosi, quindi richiedono un’interpretazione attenta. Tra i principali rischi pre-analitici ci sono l’esposizione del campione all’aria, l’emolisi, la diluizione con fluidi tissutali e la contaminazione con prodotti antisettici. Tutti questi fattori possono influenzare notevolmente i parametri analitici. Queste problematiche sottolineano l’importanza di avere personale adeguatamente formato e procedure standardizzate.
Le sfide che si presentano nella fase preanalitica sono comuni a molte discipline di laboratorio. La mancanza di personale qualificato, che in alcune aree supera il 25%, influisce negativamente sui tempi di risposta, aumenta il rischio di errori e rende difficile l’accesso a diagnosi tempestive. In un contesto di budget limitati e organici ridotti, molte istituzioni stanno puntando sull’automazione e sull’uso di strumenti digitali per alleggerire il carico burocratico, migliorare la soddisfazione del personale e mantenere alta la qualità dei test.
L’integrazione di informatica, automazione e intelligenza artificiale offre una promettente opportunità per ridurre gli errori, anche se richiede una supervisione attenta e investimenti di innovazione costante. L’attenzione sia alle procedure specifiche, come il prelievo capillare per emogasanalisi, sia alle tendenze globali della preanalitica mette in evidenza l’importanza di un approccio multidisciplinare, standardizzato e sempre aggiornato, per garantire risultati affidabili e ottimizzare la cura del paziente.
Studio recensito da Raffaele Manzari (Bari)
Fonti:
https://academic.oup.com/jalm/article/11/2/421/8499584?utm_source=chatgpt.com&login=false
https://nursetimes.org/lemogasanalisi-da-prelievo-di-sangue-capillare-nel-neonato

