Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse per l’utilizzo dei diari narrativi nelle terapie intensive nei setting adulti e pediatrici. Questi strumenti, redatti da familiari e/o da operatori sanitari, hanno lo scopo di fornire al paziente un resoconto narrativo della degenza, aiutandolo a colmare eventuali lacune nei ricordi e a elaborare esperienze traumatiche vissute durante la fase acuta.

Negli ultimi anni, il loro utilizzo si è diffuso anche in contesti altamente complessi e specializzati come le Terapie Intensive Neonatali (TIN).

L’esperienza della TIN rappresenta un evento particolarmente critico non solo per i neonati ma anche per le loro famiglie. Da una parte la separazione precoce della triade madre-padre-bambino ostacola in modo significativo il processo di bonding, dall’altra un l’esposizione continua a rumori e allarmi, l’instabilità clinica del neonato e le procedure invasive contribuiscono a rendere il vissuto dei genitori estremamente stressante.

Alcuni studi hanno evidenziato come i genitori possano percepirsi marginali rispetto alle cure, sentendosi esclusi e impotenti di fronte alle decisioni dei professionisti sanitari. Questa condizione può favorire lo sviluppo di un fenomeno definito come Post Intensive Care Syndrome Family (PICS-F), caratterizzato da ansia, depressione e stress post-traumatico (PTSD).

I diari narrativi se utilizzati nelle TIN possono costituire un prezioso strumento potenzialmente in grado di mitigare il senso di isolamento dei genitori, favorire la vicinanza e il bonding con il proprio neonato e, al contempo, proteggere e sostenere il benessere psicologico e sociale della famiglia. Tale esigenza è emersa in modo particolarmente rilevante durante la pandemia da Covid, durante il quale divenne essenziale adottare strumenti utili a contrastare l’isolamento venutosi a creare.

A differenza dei diari utilizzati in ambito pediatrico o nell’adulto, quelli neonatali risultano focalizzati soprattutto a migliorare le ricadute positive per i genitori e, in linea con i principi della Family-Centered Care, svolgono funzioni che migliorano la comunicazione, supportano il coping genitoriale e incoraggiano il coinvolgimento attivo delle famiglia.

Allo stesso tempo, rappresentano uno spazio di riflessione ed elaborazione emotiva, contribuendo a umanizzare il setting della TIN, supportando indirettamente il bonding genitoriale attraverso un dialogo scritto con il neonato.

Un recente studio ha esplorato l’utilizzo dei diari narrativi nei contesti di TIN, attraverso la conduzione di una scoping review. Dai risultati è emerso che i diari sono uno strumento accettabile nei setting di TIN e che l’utilizzatore principale è la madre. Tra i principali benefici percepiti dai genitori nell’utilizzare i diari narrativi durante la loro esperienza in TIN vi è il miglioramento della comunicazione tra staff e famiglie, una maggiore consapevolezza, una migliore relazione genitore-neonato e la possibilità di colmare il gap di conoscenze rispetto a ciò che succede in loro assenza.

Per i professionisti sanitari, l’uso dei diari consente non solo di umanizzare le cure e ridurre il rischio di burnout ma anche potenzialmente di influire sul benessere psicologico dei genitori, in particolare nel ridurre fenomeni sopracitati di PICS-F e PTSD.

In conclusione, l’uso dei diari narrativi (in progressiva diffusione all’interno delle TIN) potrebbe rivelarsi uno strumento utile sia per i genitori che per i professionisti come strategia di supporto al benessere psicologico dei genitori che affrontano un’esperienza spesso molto dura in TIN.

Puoi leggere l’articolo completo qui: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/nicc.13281